PETER PAN

26 marzo ore 10

C’è una stanza: quella di Wendy e degli altri bambini dove a volte c’è anche una mamma che rac­conta storie. Lì tutto è caldo, protetto, rassicurante…forse un pò monotono. Di fuori al contrario c’è il mondo di Peter: senza obblighi, senza regole pesanti, pieno di cose e di esseri strani e sugge­stivi, tutti inafferrabili ed inconsistenti, perché forse la fantasia e l’infanzia sono proprio così. C’è il paese di Peter e degli altri “bambini perduti”: un paese che esiste solo perché lo si vuole raccon­tare e perché si ha voglia di vederlo. C’è infine una finestra dove Peter vola per “predare” storie, così come fanno le rondini che, a tale scopo, nidificano sui cornicioni delle case. Una finestra attraverso la quale entrano ed escono: fate, bambini, sorrisi strappati, baci non dati, occhi sgranati, voglie, paure, sogni, speranze, e tutti quei pensieri, così leggeri, che ti sollevano dolcemente nell’aria e ti fanno volare.

La scena rappresenta bene la differenza tra questi due mondi: c’è un “sotto” che rappresenta la stanza, la casa, la famiglia, il nido; ovvero quel luogo per sempre abbandonato da Peter e forse, poi, per sempre rimpianto e desiderato. E poi c’è un “sopra”: frenetico, vitale, sospeso nell’aria, ricco di fugaci apparizioni affascinanti o inquietanti. Lassù tutti si rincorrono senza mai incontrarsi, ogni avventura è possibile e non c’è altro che non sia avventura. Due zone antitetiche per definizione, che sono però, in fondo, complementari, perché l’una non po­trebbe esistere senza l’altra…

Il Teatro del Canguro, da oltre trentacinque anni produce, rappresenta e organizza spettacoli teatrali per bambini e ragazzi. E’ da sempre orientato verso un teatro di grande impatto visivo ed emotivo, in grado di proporre ai giovani spettatori qualcosa di diverso dagli abituali modelli di comunicazione. Nei suoi spettacoli la Compagnia ripercorre con un sapiente mix di ironia e poesia le strutture narrative tipiche delle fiabe e dei racconti fantastici, dedicando estrema attenzione alla sensibilità e alla particolare condizione del bambino-spettatore. Ma il Teatro del Canguro è anche tradizione. Quella del teatro di figura – fatto di pupazzi, oggetti animati, burattini e ombre cinesi – dove anche l’attore-animatore interagisce in un contesto scenografico e drammaturgico particolare. 

 

tratto da J.M. Barrie di Lino Terra e Renato Patarca
regia Lino Terra con Vincenzo Di Maio, Agostino Gamba, Natascia Zanni
musiche Gustavo Capitò Teatro del Canguro
Fascia d’età: 3-7 anni
Tecnica utilizzata: teatro d’attore e di figura
Durata: 60 minuti